Roglic: "I corridori non amano i media". Poveri noi...

Questa mattina mi sono imbattuto in questa frase di Roglic rilasciata a Ciclo21: "Onestamente i corridori vogliono avere il minimo contatto possibile con la stampa e i media".
Ve lo dico sinceramente: questa è una cosa che mi fa incazzare di brutto. Ma non vale solo per Roglic e per il ciclismo. Vale per tutti gli sportivi di alto livello. L'errore di base che tutti fanno (ivi comprese le società sportive), e onestamente non capisco come non se ne rendano conto, è che senza la cassa di risonanza di tv, giornali, riviste e oggi web gli sportivi non sarebbero nessuno. Immaginate, nel mondo globale e digitalizzato in cui viviamo, un Giro d'Italia o un Tour de France senza immagini tv o senza giornali o siti che ne diano notizia. E idem per altre gare dello stesso livello. Spiegatemi come potrebbero diventare dei personaggi Bernal, Sagan, Froome, Evenepoel e tutti gli altri. Non a caso, poi, gli sponsor del ciclismo investono in questo sport proprio perchè hanno una visibilità mediatica pazzesca.
Nonostante questo, qualcuno si lamenta. Posso ancora arrivare a capire uno come Sagan o Lebron James nel basket o Ronaldo nel calcio. Se tutti avessero carta bianca per intervistarli, avrebbero decine di richieste ogni giorno da ogni angolo del pianeta e quindi in quei casi è giusto filtrare. Ma bisogna un po' riportare sulla terra questi ragazzi. Siete forti, siete dei campioni. Se vincete, poi dovete sorbirvi popolarità e interviste. E l'affetto dei tifosi. Mi spiace, ma è il "prezzo" (già fa ridere chiamarlo così) da pagare. Possibilmente col sorriso. Vi allenate, fate fatica, avete bisogno di riposo, ma avete anche bisogno che si parli voi. E con tutto il rispetto di questo mondo...Roglic non è ancora Froome o non può essere paragonato a Pantani, Cipollini o altri corridori che magari sì venivano sempre assaliti e circondati. 
Avrò sicuramente un punto di vista che tende a difendere la nostra categoria, ma se non c'è invadenza, l'attenzione che un corridore ha su di sè da parte dei media deve solo essere presa come una benedizione. Perchè i suoi sponsor saranno più contenti e probabilmente anche il suo conto in banca.
Finchè continueremo a tenere i calciatori in una bolla dorata facendo finta che tutto vada bene, il sistema sarà sempre alterato. Le tv che sborsano centinaia di milioni di euro per i diritti tv nel calcio e devono mendicare un'intervista a metà settimana alle società (che sembra facciano una clamorosa concessione) per me sono la cartina di tornasole di un mondo che nulla ha a che vedere con la bellezza dello sport.
Il ciclismo deve assolutamente tenersi lontano dal modello-calcio ed è cruciale che i corridori tornino ad essere genuini e a portata di mano come accadeva nel ciclismo eroico. Ne va dell'immagine dello sport che amiamo. Noi (media) cerchiamo di garantirvi rispetto ed educazione, voi cercate di aprirvi ed evitare frasi poco costruttive...

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