Giro 2020: terza settimana da urlo

La prima volta di Peter Sagan, il ritorno della Sicilia con l'Etna, e poi salite mitiche come Bondone, Stelvio, Agnello e Izoard. Il Giro d'Italia del 2020, che partirà dall'Ungheria con una crono individuale di 9,5km a Budapest (finale leggermente all'insù), si preannuncia interessante ma, come percorso, meno duro di altre edizioni.
Nelle prime nove tappe (voto 5), tolte la crono iniziale e l'arrivo sull'Etna (dove dovrebbero essere solo gli ultimi 2-3km a fare la differenza), di occasioni per segnare la classifica ce ne sono poche. Fra tappe per velocisti e attaccanti, i big saranno quasi dei comprimari. 
La seconda settimana (voto 6,5) non va tanto meglio: si omaggerà la Granfondo Novecolli alla 12esima (bella idea, difficile però vedere in azione i calibri da novanta), ma gli snodi fondamentali saranno la crono del Prosecco (oltre 33km, forse decisivi) e l'arrivo in salita a Piancavallo (omaggio a Pantani) a concludere appunto la seconda parte.
Insomma, pur rimanendo sempre innamorati profondamente del nostro paese, non possiamo certo dire che il prossimo Giro sia un inno alla battaglia da subito o un premio agli scalatori. Come sempre gli amanti delle salite, infatti, dovranno mettersi in mostra nella terza settimana (voto 9): tappa di 5000m di dislivello con Bondone e Campiglio, poi l'inedito arrivo ai Laghi di Cancano dopo essere passati sullo Stelvio (Cima Coppi) e infine la canzone finale sulle Alpi ad Ovest, con dentro Agnello, Izoard e Sestriere.
E se le montagne non avranno fatto sufficiente differenza, magari sarà decisivo l'epilogo, con la crono conclusiva da Cernusco sul Naviglio a Milano.
Come sempre i giudizi e le analisi fatte a priori lasciano il tempo che trovano, nella speranza che poi i corridori possano ribaltare impressioni di partenza non troppo entusiaste. Senza trascurare la magia intrinseca del Giro, che resta immancabilmente amore infinito...

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