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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2019

Giro 2020: terza settimana da urlo

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La prima volta di Peter Sagan , il ritorno della Sicilia con l'Etna, e poi salite mitiche come Bondone, Stelvio, Agnello e Izoard. Il Giro d'Italia del 2020, che partirà dall'Ungheria con una crono individuale di 9,5km a Budapest (finale leggermente all'insù), si preannuncia interessante ma, come percorso, meno duro di altre edizioni. Nelle prime nove tappe (voto 5 ), tolte la crono iniziale e l'arrivo sull'Etna (dove dovrebbero essere solo gli ultimi 2-3km a fare la differenza), di occasioni per segnare la classifica ce ne sono poche. Fra tappe per velocisti e attaccanti, i big saranno quasi dei comprimari.  La seconda settimana (voto 6,5) non va tanto meglio: si omaggerà la Granfondo Novecolli alla 12esima (bella idea, difficile però vedere in azione i calibri da novanta), ma gli snodi fondamentali saranno la crono del Prosecco (oltre 33km, forse decisivi) e l'arrivo in salita a Piancavallo (omaggio a Pantani) a concludere appunto la seconda parte.

Un Lombardia scoppiettante

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Le ultime gare della stagione sono state belle, appassionanti, vive. Giocate a viso aperto. Con i grandi campioni protagonisti e in grado di emozionare. Da Roglic a Valverde, da Woods a Bernal, passando per Gaudu, Fuglsang e ovviamente Bauke Mollema. Nel giro di due settimane la Trek-Segafredo si è portata a casa il Mondiale con Pedersen e il Lombardia con "cuore spavaldo" Mollema. Mica male, dopo mesi di stenti (salvo l'ottimo Ciccone). Archiviata la quinta Monumento, con Bauke che si aggiunge ai nomi di Alaphilippe (Sanremo), Bettiol (Fiandre), Gilbert (Roubaix) e Fuglsang (Liegi), il 2019 del grande ciclismo può dirsi (quasi) concluso. La classica delle foglie morte, dedicata a Gimondi che la vinse nel 1966 e nel 1973 da campione del mondo, non ha tradito le attese. I fuochi d'artificio sono cominciati a quasi 60km dalla conclusione. Prima Masnada si è fregiato del primato sul Ghisallo, poi sono arrivate in serie le stoccate di Ciccone e Majka e quindi le svernici

Uno chef a pedali...

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Il mondo della bici è bello perchè variegato e ricco di personaggi e storie. Sul mio cammino, qualche anno fa, ho incontrato Alessandro Montanari. Come descriverlo? Ama la bici, ama la vita, ama le persone. E soprattutto ama le sue Marche e il suo piccolo suggestivo borgo di Montalfoglio, incastonato a metà strada fra il mare e la montagna. E' un vulcano di idee. Dai Babbi Natale in bicicletta alle notturne in mtb (con finalità soprattutto eno-gastronomica), dalla Pesaro-Loreto alla nuova Pesaro-Assisi, che ha debuttato quest'anno. Stare dietro a tutte le sue iniziative è quasi impossibile. Ma ti coinvolge, in tutto e per tutto. Ho assistito solo da lontano, nel senso che ho potuto vedere solo i suoi filmati e le sue foto sui social, alla sua ultima trovata...lo chef a pedali. Il buon Alessandro ha attrezzato una bici normale con un piano cottura e si è lanciato a cucinare nel suggestivo Teatro di Pergola, ripreso anche dalle telecamere Rai. Eh già, perchè chi ha intuizioni de