Pagelle Mondiali: argento amaro, ma grande Italia

Italia 9: tutto perfetto, o quasi. L'oro, che avremmo meritato per come abbiamo corso, ci avrebbe regalato un 10 e lode. Peccato. Ma Cassani ha azzeccato tutte le scelte. La Nazionale si è mossa con cautela e astuzia nella prima parte, poi ha fatto la parte del leone nella seconda. Moscon sontuoso, Colbrelli stopper fantastico, Bettiol e Cimolai solidi. Sembrava un film già scritto, con Trentin che doveva consegnarci il finale più scontato. Ma questa è la magia del ciclismo (e dello sport): bello e crudele allo stesso tempo, imprevedibile, mai scontato. Matteo si è sgonfiato a pochi metri dal traguardo, ma dobbiamo solo fargli un monumento. Anche noi in cronaca eravamo quasi certi della vittoria. E, aldilà dei soliti sciocchi che parlano di gufate e stupidaggini annesse, era giusto descrivere la corsa come stava andando: con Van der Poel fuori dai giochi, per caratteristiche tecniche e per lo storico che aveva, Trentin avrebbe dovuto vincere a mani basse in quel gruppetto di tre. Punto. Poi tutto può capitare. E purtroppo è capitato. Ma, ribadisco, c'è solo da togliersi il cappello di fronte a un'Italia immensa e tatticamente esemplare. Che ha corsa di squadra e da squadra. Cassani, comprensibilmente in lacrime a fine corsa, porta a casa la prima medaglia della sua gestione ai Mondiali, che si aggiunge ai due Europei consecutivi. Il nostro movimento sarà pure in crisi (è così vero?), ma la pagnotta la portiamo sempre a casa. COMMOVENTI

Danimarca 10: chi vince ha sempre il voto più alto. Mads Pedersen non h rubato nulla e ha fatto un numero da capogiro. Secondo al Fiandre del 2018 dietro a Terpstra, sale sul tetto del mondo a 23 anni. Ora dovrà confermarsi, per non rischiare di essere stato solo un bellissimo abbaglio. Finalizza il lavoro di una nazionale perfetta, prima con Cort Nielsen in fuga e poi con Fulgsang controllore eccellente. Insieme all'Italia, la nazione più brillante in questa giornata da tregenda. IRIDATI

Olanda 8: prima il lavoro di Van Emden nel tratto in linea, poi l'attacco di Teunissen dietro a Pedersen e Kung, infine lo scatto secco di Van der Poel, al quale sopravvive solo Trentin. Gli orange non hanno sbagliato quasi nulla. Poi se il tuo fenomeno (comunque encomiabile per essere arrivato al traguardi a quasi 11 minuti) si spegne improvvisamente a 12km dalla fine questo non lo puoi prevedere ed esula da una tattica comunque ben congeniata. SOLIDI

Belgio 5: erano lo squadrone con più campioni e tornano a casa con le pive nel sacco. La sfortuna estromette Gilbert e, a ruota, il suo fedele scudiero Evenepoel (classe anche da gregario). Van Avermaet diventa l'unica freccia, ma la gamba non è brillante e nel nulla finiscono anche i sacrifici di Wellens, Teuns, Lampaert e Naesen. Era lecito attendersi molto di più. FANTASMI

Francia 6: la media è fra il 7 alla squadra (ottimo lavoro di Bernard, Senechal e Cavagna) e il 5 ad Alaphilippe. Julian non era forse il favorito numero uno, ma certo uno dei primi tre. Fa lavorare i compagni, sembra pensare ad un attacco, poi paga dazio sull'accelerazione di VdP. Dopo un 2019 da numero uno, il fisico chiede il conto, in una giornata da lupi che il moschettiere non gradisce. RIMANDATI

Il Mondiale ha celebrato anche il fantastico bronzo di Kung (inaspettato, voto 9), il lavoro dell'Australia (ma solo nella prima parte perchè Matthews non si è mai visto) e un Sagan che solo apparentemente si salva col quinto posto ma conferma di aver attraversato una stagione nel complesso sottotono (ci sta, niente processi). La pioggia che incessante si è abbattuta per tutta la giornata sui corridori ci ha restituito la forza prorompente e il fascino del ciclismo eroico. Su 197 corridori partenti ne sono arrivati al traguardo appena 46. Tutti straordinari. Tutti, a loro modo, campioni del mondo. Thank you...


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