Il Pagellone del Tour


Tour de France 9: diciamocelo chiaro, era da tempo che non vedevamo un grande giro di tre settimane così bello e avvincente. Il percorso ha aiutato e i corridori lo hanno interpretato alla grande. Tappe spettacolari, imprevisti, bagarre. Forse non è un caso che sia stato anche da record: mai nella storia si era registrato un divario così ristretto (1’31) fra primo e terzo della classifica generale. Molti di voi non ameranno la Francia e i francesi, ma hanno una marcia in più. Mettetevi il cuore in pace. CHAPEAU

Bernal 10: scontato, ha vinto. Però questo ragazzo è eccezionale. Terzo più giovane di sempre a vincere il Tour, ma è come se fosse il primo perchè lì parlavamo di un altro ciclismo (erano i primi anni del 900). In una sola stagione Parigi-Nizza, Giro di Svizzera e Tour de France. Roba da capogiro. Può aprire una dinastia. Ha il talento e soprattutto la testa sulle spalle. Può dominare il prossimo decennio. FAVOLOSO

Alaphilippe 10 e lode: se il Tour viene fuori così bello e appassionante, tre quarti del merito vanno ascritti a Loulou. Magico, esaltante, sorridente, personaggio. Due tappe vinte con il capolavoro della crono di Pau, 14 giorni in giallo e quinto nella generale. Era impensabile, ma lui ha fatto sognare. Tutti. Avrebbe meritato il podio, ma non ci sono discussioni nel dire che è il vincitore morale di questo Tour. MAGNIFICO

Thomas 9: meno inscalfibile dell’anno passato, però classe ed esperienza non si comprano al mercato. Il suo secondo posto vale molto, anche sacrificando parte della propria ambizione. Il gallese è solido e copre anche una Ineos meno dominante degli ultimi anni. SIR

Kruijswijk 7: il risultato migliore in 16 grandi giri. Un podio a Parigi è sempre un podio a Parigi. Ha una squadra fortissima (De Plus splendido) e la sfrutta. Da Steven non aspettatevi grandi scatti o azioni (le emozioni sono un’altra cosa), però la costanza è una dote che non tutti posseggono. SOLIDO

Buchmann 8: quarto posto di alto livello. Vale un po’ il discorso di cui sopra. Il tedesco silenzioso non è una trascinatore di folle, però è più giovane e non molla mai di un colpo. Poco sotto i riflettori, ma molta sostanza. SORPRESA

Movistar 7: vince la classifica a squadra per la quarta volta negli ultimi cinque anni, piazzando tre uomini nella top 10. Bravi, ma resta un senso di incompiutezza. Mezzo voto in più per l’impresa di Quintana nella tappa regina e perchè Valverde, a 39 anni suonati, ha mostrato ancora una volta ai più giovani cosa significa avere classe. Però Quintana puntava a vincere e Landa al podio. Hanno chiuso rispettivamente ottavo e sesto. SPIAZZANTI

Nibali 8: a proposito della classe che non si compra sulle bancarelle...Vincenzo corre il Tour già sapendo in cuor suo di non poter fare classifica, ma onora alla grandissima la Grand Boucle. Sulle Alpi ci prova per tre giorni di fila e nel tappino di Val Thorens scatta da solo a 13km dal traguardo. Nel ciclismo di oggi un’azione che solo i campioni si possono concedere. ORGOGLIOSO

Italia 8,5: tre vittorie di tappa, coi sigilli di Viviani (voto 8,5 anche per il grande lavoro di squadra), Trentin (voto 8,5) e Nibali. Saremo pure in mezza crisi, ma il risultato lo portiamo sempre a casa. Tanti piazzamenti e belle vittorie, mai banali. Abbiamo fatto la nostra figura anche questo giro, con un Fabio Aru (voto 7) in ripresa evidente e Ciccone (voto 7) due giorni in maglia gialla. SICUREZZE

Delusioni: nello stesso calderone, con voto che oscilla fra il 4 il 5, bisogna metterne parecchi...da Uran a Porte, da Adam Yates a Daniel Martin, fino a Bardet, che si salva con la maglia a pois senza però aver vinto nemmeno un gpm di livello (assurdo). Erano arrivati tutti con buoni propositi. RIMBALZATI

Pinot 8: si è dovuto ritirare è vero, ma Thibaut è stato fantastico e probabilmente sarebbe salito sul podio. Irrefrenabile nella seconda settimana, è stato il signore dei Pirenei, dimostrando una condizione stellare. Sfortuna e dolore lo hanno costretto ad abdicare fra le lacrime. Con lui abbiamo pianto anche noi. Ma il suo show precedente va premiato. PAPERINO

Sagan 9: guascone e scanzonato finchè volete, ma Peter è una sicurezza. Straordinario nella vittoria a Colmar, la sua settima maglia verde non da mai la sensazione di poter essere in pericolo. Ora è record solitario. E qualcuno ancora dubita di lui. FUORI CATEGORIA

Ewan 9: è stato il velocista più forte del Tour. Punto. 3 vittorie e altri piazzamenti di livello. Il folletto di Sidney aveva una marcia in più degli altri. RAZZO

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