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Visualizzazione dei post da Luglio, 2019

Il Pagellone del Tour

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Tour de France 9 : diciamocelo chiaro, era da tempo che non vedevamo un grande giro di tre settimane così bello e avvincente. Il percorso ha aiutato e i corridori lo hanno interpretato alla grande. Tappe spettacolari, imprevisti, bagarre. Forse non è un caso che sia stato anche da record: mai nella storia si era registrato un divario così ristretto (1’31) fra primo e terzo della classifica generale. Molti di voi non ameranno la Francia e i francesi, ma hanno una marcia in più. Mettetevi il cuore in pace. CHAPEAU Bernal 10 : scontato, ha vinto. Però questo ragazzo è eccezionale. Terzo più giovane di sempre a vincere il Tour, ma è come se fosse il primo perchè lì parlavamo di un altro ciclismo (erano i primi anni del 900). In una sola stagione Parigi-Nizza, Giro di Svizzera e Tour de France. Roba da capogiro. Può aprire una dinastia. Ha il talento e soprattutto la testa sulle spalle. Può dominare il prossimo decennio. FAVOLOSO Alaphilippe 10 e lode : se il Tour viene fuori così

Tour de France: le pagelle dopo 10 tappe

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Alaphilippe 10 e lode : in questo momento lui è il ciclismo. Divertente, scanzonato, puro. Attacca quando gli va. Attacca anche se gli altri lo sanno. Fa fuoco e fiamme. Vince una tappa alla sua maniera e nell'altra si riprende di forza la maglia gialla. Va al riposo con 1'12 su Thomas. Nemmeno nei sogni più belli. Non vincerà il Tour, ma Loulou è manna dal cielo. E ci fa godere. Che dio ce lo preservi così com'è. SPAZIALE Ineos 9 : senza strafare Thomas e Bernal sono primo e secondo fra i big. Tanta roba. Geraint ha messo tutti in fila alla Planche, Egan deve ancora vedere arrivare le montagne. La squadra finora ha sempre gestito bene, ma senza sprechi eccessivi. La situazione migliore per provare ad essere dominanti, ancora una volta, nella seconda e nella terza settimana. SICUREZZA Pinot 6 : il voto è la media fra la condizione e la bravura di Thibaut (10) e la scellerata leggerezza (voto 4) che è costata 1'40 prima del riposo. Morale: il capitano della Grou

Alaphilippe, il fuoriclasse del ciclismo

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In Francia il suo soprannome è Loulou. Noi lo abbiamo ribattezzato "il moschettiere". La cosa che più importa è che Julian Alaphilippe merita di essere considerato il numero uno del ciclismo mondiale. Lo dice la classifica dell'UCI, ma soprattutto lo ha confermato la strada. Unico giudice vero e credibile. Certo, Julian non vincerà mai un grande giro, ma perchè lui ha altre caratteristiche. E' un cacciatore di tappe e di classiche. 12 vittorie nel 2018, già 11 in questo 2019. Con successi che potrebbero valere una carriera: Strade Bianche, Sanremo e Freccia Vallone (e siamo già a due). Più colpi sparsi in Argentina, Colombia, Paesi Baschi, Tirreno-Adriatico e Delfinato. Julian va forte ad ogni latitudine. E va forte sempre. Da gennaio a luglio, finora, non ha sbagliato un colpo. E' un Campione con la C maiuscola. I più sciocchi non lo amano solo perchè è francese. Follia. Alaphilippe potrebbe aver avuto qualsiasi tipo di passaporto ma la sostanza non sarebbe ca

Un Tour per tanti o per uno?

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Al Tour 2019 mancherà il faro, Chris Froome . E mancherà anche Tom Dumoulin . Insomma, l'edizione numero 106 non  avrà al via i due corridori più forti al mondo se parliamo di corse a tappe. Mancheranno, anche se per motivi diversi (leggasi bocciatura da parte dei propri dirigenti), Cavendish, Gilbert e Bouhanni. Ma il parterre del Tour, inutile nasconderci sempre dietro a un dito, vale due volte quello del Giro d'Italia. Noi amiamo la corsa rosa, ma bisogna essere onesti e continuare a riconoscere la superiorità manifesta dei nostri cugini. Che hanno il terzo evento sportivo più importante al mondo e sono avanti anni luce come promozione, merchandising e indotti economici vari. Ricordato questo, veniamo all'aspetto tecnico. L'assenza di Chris e Tom apre scenari molto interessanti, almeno in teoria, per la vittoria finale. Dico in teoria, perchè tutti ci auguriamo che possa andare in questa direzione, ma non dimentichiamoci che la Ineos ha comunque il solito, grande sq

Mont Ventoux: tre versanti e un fascino unico

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Come sempre è stato Marco Pantani a farmi sbocciare nel cuore l'idea di affrontare, un giorno, le pednenze del Mont Ventoux . La vittoria del pirata nel 2000 su Armstrong mi aveva svelato il fascino del monte Calvo. Ma un conto è vederlo in tv, un altro coi propri occhi. La folgorazione definitiva l'ho avuta nel 2010 durante il mio viaggio di nozze in Provenza. Stavamo a Mazan e lui, il Ventoux, si stagliava là davanti con tutta la sua maestosità. Dalla pianura non ti fa pensare a una montagna alta quasi 2000 metri (cosa curiosa: lo sconfinato merchandising si divide fra chi mette la scritta 1909m e chi quella 1912m e non ho capito perchè, visto che in cima sul cartello c'è la quota 1909...mah, misteri della fede),  ma quella pietraia che contraddistingue gli ultimi 4-5km è impressionante, anche a occhio nudo dalla distanza. E poi la torretta col pennone del centro meteorologico, che si riesce a vedere da molteplici luoghi e angolazioni della Provenza. Ti rapisce, ti chiam