Giro 102: Carapaz domina, l'Italia si salva

Giochi (quasi) chiusi. Carapaz a Verona concluderà un Giro in cui non ha mai mostrato segni di cedimento, diventando il primo ecuadoriano (e secondo sudamericano della storia dopo Quintana) a vincere la corsa rosa. Con lui saliranno sul podio, molto probabilmente, Nibali come secondo e Roglic come terzo. Mikel Landa, splendido in salita in questi ultimi nove giorni, proverà a difendere la sua terza piazza attuale, ma la ventina di secondi che può gestire sullo sloveno sembrano francamente un po' pochini. Chissà. Il basco, onestamente, si meriterebbe il terzo posto. 
In un Giro che ha visto 10 tappe su 18 (escluse le due crono) vinte da uomini appartenenti alla fuga, Carapaz, insieme a tutta la Movistar, ha sempre tenuto in pugno la situazione. Ha vinto due tappe ed è l'unico che ha saputo abbinare coraggio ed efficacia. Già, perchè a Vincenzo non possiamo certamente rimproverare il coraggio, ma l'incisività dei suoi attacchi ha prodotto frutti limitati. Sarà, il suo, un buon secondo posto, con parecchi rimpianti legati alla tappa di Courmayeur.
Uno dei Giri più scarichi di emozione degli ultimi vent'anni non ha proposto grandi botti nemmeno nel tappone dolomitico, col Manghen piazzato a 120km dalla conclusione e incapace di ergersi a trampolino per attacchi da lontano. Con Lopez perseguitato dalla malasorte e gente come Majka, Mollema, Formolo, Sivakov e Yates incapace di inventarsi qualcosa, la corsa è stata anestetizzata alla perfezione dalla Movistar, che ha dettato legge e gestito a proprio piacimento l'andazzo.
Per nostra fortuna l'Italia, tutto sommato, se l'è cavata: Nibali sul podio, Conti sei giorni in rosa, 5 vittorie di tappe (Masnada, Benedetti, Cataldo, Ciccone e Cima) e tre classifiche, seppur minori, portate a casa (Masnada primo nei traguardi volanti e nel premio combattività, Cima primo nella classifica dei fugaioli). Senza contare il buon Giro pedalato da gente come Caruso, Pozzovivo, Carboni, Guarnieri e Vendrame.
A Verona non sarà semplice passerella e capiremo meglio la fisionomia finale della top 10.
Ma per El Diablito Carapaz, vista la sua somiglianza con Chiappucci, quei 17km contro il tempo sanno molto di sfilata in rosa in una delle città più romantiche al mondo...


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