Post

Visualizzazione dei post da Giugno, 2019

Il Tour perde Froome, ma...

Immagine
Ma, forse, guadagnerà in spettacolo. Non voglio essere cinico e sono ovviamente dispiaciutissimo per Chris, però in ottica Tour (e Delfinato per stare alla strettissima attualità) le cose cambiano di parecchio. Froome sarebbe arrivato alla Grand Boucle per dominarla, ne sono certo. Si era preparato al meglio per centrare il quinto successo della sua carriera nella corsa francese. Con buona pace di Thomas , credo non ci sarebbero stati dubbi sul ruolo di capitano. La nuova situazione, però, rimescola tutto quanto. Dalla ridefinizione delle gerarchie in casa Ineos (Thomas capitano e Bernal seconda carta? o viceversa?) alle percentuali di vittoria che si alzano per gli altri pretendenti. Diciamolo chiaro: senza il keniano bianco e con Dumoulin che resta, ad oggi, un punto di domanda (pur al netto dei progressi evidenti che sta facendo), per il resto della banda la questione si fa interessante. Gente come Adam Yates, Quintana, Pinot e Bardet se la può giocare, perchè le montagne possono d

Valtrebbia fra bici, amicizia e natura

Immagine
La bici è liberatoria. Ed è un gran medicinale. Ti cura dai malesseri dell'anima e dai cattivi pensieri. Alle 6.15 Simone passa a raccattarmi in macchina sotto casa. Alle 7.30 spaccate siamo in sella a Rivergaro , porta della Valtrebbia. Lui con la maglia rosa del Giro, io con quella della Francia. L'aria è frizzante. Siamo al 10 giugno, ma l'estate piena non si sa bene quando voglia arrivare. Un grigio afoso si mescola ai colori della valle, che però non riescono a emergere in tutta la loro consueta bellezza. La strada in costa che ci porta prima a Travo e poi a Donceto ci permette di gustarci il silenzio del mattino e di mischiarlo coi nostri racconti di vita quotidiana. Sono abbastanza convinto che in bicicletta, soprattutto alla mia età, si possano costruire amicizie vere. Pedalare fianco a fianco per diverse ore (almeno per quelli come noi che vivono la bici non come medie, watt o altre robe strane) ti permette di entrare in confidenza col tuo compagno di viaggio. La

Cantina Bosio: fra le vigne del Franciacorta

Immagine
Tutti noi, più o meno, conosciamo la Franciacorta. E' un fazzoletto di terra non particolarmente ampio (230 km quadrati) ma che dà vita alle bollicine più apprezzate d'Italia (e fra le migliori d'Europa). Ho avuto la fortuna di esplorare questa zona per 48 ore grazie a un servizio per Bike Channel e alla gentilissima accoglienza di Cesare e Laura Bosio, che sono al comando di una delle cantine più buone e rinomate della "regione". Il mio viaggio a pedali col mio fratello marchigiano Alessandro Montanari si è aperto con una piccola ricognizione nelle zone che avremmo dovuto riprendere il giorno successivo. Pranzo rapido e leggero, ma innaffiato da tre bicchieri di Franciacorta, e poi su in sella ad esplorare il lago d'Iseo (lato bresciano). Il lago è sempre un mix di emozioni: da un lato ti mette un po' di malinconia e nostalgia, dall'altro ti regala profonda pace e scorci sempre affascinanti. Dopo aver affrontato la bella e pedalabile salita di Zone (

Metti tre compagni a Ceresole Reale

Immagine
Pedalare sulle strade del Giro ha sempre un sapore speciale. Insieme a Max (alias Massimiliano Muraro) e Jack (Giacomo Pellizzari) decidiamo di partire da Cuorgnè per poi arrivare ai quasi 2300m del Lago Serrù. Sono circa 50km, quasi tutti in salita. Il Giro d'Italia ha calcato questo asfalto meno di dieci giorni fa. Tutti i paesini portano ancora la tracce di quel passaggio. Gli striscioni, le scritte e tutte le cose preparate ad hoc sono ancora lì. Immobili. Perchè in fondo c'è la voglia di trattenere quel ricordo del passaggio della corsa.  Fino a Noasca la strada è molto soft. Il traffico, che già di lunedì è scarso di suo, si dirada ulteriormente col passaggio dei km. L'estate finalmente si fa sentire, come temperature e colori. L'ingresso nel Parco Nazionale del Gran Paradiso ti immette in un luogo etereo, in cui magnificenza naturale e silenzio si mischiano perfettamente.  A Noasca la solfa cambia. Ci sono circa 6km per arrivare alle porte di Ceresole Reale.

Le pagelle del Giro

Immagine
Carapaz 10 e lode : chi vince ha sempre ragione, ovviamente. El Diablito , però, ci ha messo tanto del suo. Ha saputo sorprendere i rivali, ha approfittato dei marcamenti altrui e ha condotto con autorità. Mai una sbavatura, grazie anche a una super squadra come la Movistar (che ha fatto sua pure la classifica a squadre come due anni fa). L'ecuadoriano ha 26 anni, ma possiede già carisma, tranquillità e sangue freddo. E' il secondo sudamericano della storia a vincere il Giro dopo Quintana. E' stato il più forte. Senza discussioni. RE Nibali 9 : 11 podi in 21 grandi giri. L'unico errore di Vincenzo è stato aver sottovalutato troppo il vantaggio preso da Carapaz nella tappa di Courmayeur. Per il resto sono andati quasi sempre a braccetto. Ripensando anche alla crono di Verona dove gli ha mangiato quasi 50 secondi, bè qualche rimpianto ci può essere. Lo squalo però ci ha messo testa e cuore, ha tentato qualche affondo e ha comunque movimentato una corsa spesso troppo

Giro 102: Carapaz domina, l'Italia si salva

Immagine
Giochi (quasi) chiusi. Carapaz a Verona concluderà un Giro in cui non ha mai mostrato segni di cedimento, diventando il primo ecuadoriano (e secondo sudamericano della storia dopo Quintana) a vincere la corsa rosa. Con lui saliranno sul podio, molto probabilmente, Nibali come secondo e Roglic come terzo. Mikel Landa , splendido in salita in questi ultimi nove giorni, proverà a difendere la sua terza piazza attuale, ma la ventina di secondi che può gestire sullo sloveno sembrano francamente un po' pochini. Chissà. Il basco, onestamente, si meriterebbe il terzo posto.  In un Giro che ha visto 10 tappe su 18 (escluse le due crono) vinte da uomini appartenenti alla fuga, Carapaz, insieme a tutta la Movistar , ha sempre tenuto in pugno la situazione. Ha vinto due tappe ed è l'unico che ha saputo abbinare coraggio ed efficacia. Già, perchè a Vincenzo non possiamo certamente rimproverare il coraggio, ma l'incisività dei suoi attacchi ha prodotto frutti limitati. Sarà, il suo, u