Pascal, il sorriso del Giro

Come un bambino a Gardaland. Come un appassionato di calcio ad una finale di Champions League. Come un orsetto di fronte a cento barattoli di miele. E' il modus vivendi di Pascal Ackermann al Giro d'Italia. Poche storie, è lui il personaggio, ma con la P maiuscola, di questi primi giorni della corsa rosa. Fra pioggia, freddo, cadute e ritiri eccellenti, il campione tedesco è la nota che mette in sintonia tutti quanti. Il suo sorriso sta diventando contagioso, alla faccia di sorriso-Chaves. Pascal è diventato "the smile" (perchè Lacheln, che significa sorriso in tedesco, è un po' ostico). Lo vedi sorridente al mattino, in gara e anche alla fine della tappa. A prescindere che abbia vinto o abbia perso. Del resto è al suo primo grande giro in carriera. Ha 25 anni e ha tutto da scoprire nel fantastico mondo delle tre settimane. Si sta godendo ogni giornata con tutto lo stupore e il candore possibile. Qualcuno lo ha già battezzato come il nuovo-Sagan per la sua capacità di uscire dagli schemi. Piano coi paragoni. Senza dubbio, come già detto, è l'uomo-copertina di queste prime cinque tappe. Il Giro è già orfano di Dumoulin (dopo i forfait sfigati di Valverde e Bernal) e ci ha già detto che ogni giornata non va sottovalutata, ricordandoci pure che la componente fortuna (o fattore c per chi vuole essere più grezzo) recita sempre un ruolo cruciale nella conquista di una corsa spalmata su tre settimane. 
Siamo sempre alla ricerca disperata di personaggi positivi e credibili nel mondo del ciclismo. Qualche scivolata nel doping, purtroppo, c'è sempre, ma noi preferiamo concentrarci sul buono che ha da darci questo sport. Come il bimbo sperduto Pascal. Che in questo Giro non ha nessuna voglia di crescere di età. L'unica cosa che gli interessa è continuare a crescere per diventare un grande campione. Il biglietto da visita fatto da 5 vittorie stagionali è già piuttosto interessante. Danke Pascal.

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