Giro 102: Roglic padrone, ma...

Ma niente. Roglic padrone punto e basta. Però solo della prima parte del Giro. In una corsa rosa pazza come il meteo, che continua a minare il passaggio sul Gavia, la grande certezza di queste prime 9 tappe è stato proprio lo sloveno. Due cronometro vinte su due, che portano il bottino a 9 successi stagionali (superato Alaphilippe) e 31 totali, di cui 10 nelle prove contro il tempo. Che Roglic fosse il più forte e il più in forma era arcinoto. Ciò che ha impressionato è stata la sua autorità e come ha schiacciato agguerriti avversari come Yates e Lopez. Con Dumoulin a casa, il discorso sembra restringersi a una lotta a due. Vincenzo Nibali viaggia alla grande, si è difeso in modo principesco e rimane il rivale più credibile col suo minuto e 44 secondi di ritardo. Ci sono tante montagne all'orizzonte e lo Squalo ha dalla sua l'esperienza e la capacità di ribaltare giri che sembrano già scritti. Più che gli uccellacci del malaugurio che sperano in un crollo di Roglic nella terza settimana (tutto possibile per carità), fa sperare l'andamento di una corsa rosa abbastanza imprevedibile. Chiunque, e il discorso quindi non vale solo per Roglic, può prendere una batosta in una delle tante tappe di montagna. Si può rientrare in classifica, o uscirne, in un attimo.
E' chiaro che servirà coraggio e intraprendenza. Gente come Yates e Lopez è già spalle al muro visto il ritardo abissale e per riaprire la questione dovrà inventarsi qualcosa di grosso e attaccare a più riprese. Perchè il Giro si concluderà a Verona. Con un'altra crono. Mediamente lunga e impegnativa. 
Il nostro faro è sempre Vincenzo. Ma avrà bisogno di alleati per far saltare il banco e capire dove generare una crepa fra le certezze dell'ex saltatore con gli sci. Ci sentiamo a Modena...

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