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Visualizzazione dei post da Maggio, 2019

Giro: chi è il vero favorito?

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Ultimo respiro prima del balzo. Domani scoppia l'ultima settimana del Giro. Al netto di sconvolgimenti e ribaltoni, questa edizione della corsa rosa dovrebbero andarsela a giocare Carapaz, Roglic e Nibali. Cerchiamo di capire perchè possono vincere e perchè no. CARAPAZ . Vince perchè è in rosa e in salita è stato il più forte. Ha un'ottima squadra a disposizione e nelle tappe di martedì e sabato può ancora incrementare il vantaggio su Roglic. Il +1'47 su Nibali, anche dovesse rimanere tale da qui alla crono di Verona (situazione comunque quasi impossibile), dovrebbe essere un cuscinetto sufficiente per difendersi dal siciliano nell'ultima prova contro il tempo. Il suo obiettivo sarà dunque marcare Vincenzo ma attaccare Roglic, al quale deve prendere almeno un altro minuto. Non vince perchè gli hanno tolto il Gavia e ha meno esperienza di altri. Ad oggi, comunque, l'aquila del sud ha fatto faville. Il ruolo di Landa potrebbe essere decisivo. ROGLIC . Vince

Giro: l'ABC per vincere

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Audacia (o ardore). Buona sorte. Condizione fisica . Ecco l'abc per vincere un grande giro. Non per forza sono solo questi gli ingredienti che ti possono portare al successo finale, ma quando pedali e ragioni su tre settimane i fattori che si devono mischiare sono tanti. Audacia che si può leggere anche come coraggio nell'attaccare e non fare troppi calcoli. Poi c'è la buona sorte, che non deve mai mancare. Non devi subire brutte cadute, non devi forare o scivolare nel momento sbagliato (entrambe le cose capitate a Roglic nel finale della tappa di Como) e sperare anche un po' nelle disgrazie altrui. E poi c'è la condizione fisica, che significa avere la gamba in palla. In un Giro abbastanza cervellotico e pazzo, dire dopo 15 tappe chi è il vero favorito resta un dubbio amletico. Carapaz (voto 9,5) è stato finora il più forte in salita, ha corso con intelligenza, ha vinto due tappe e ha una grande squadra su cui contare. Roglic (voto 7,5) ha vinto le due cronome

Giro 102: Roglic padrone, ma...

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Ma niente. Roglic padrone punto e basta. Però solo della prima parte del Giro. In una corsa rosa pazza come il meteo, che continua a minare il passaggio sul Gavia, la grande certezza di queste prime 9 tappe è stato proprio lo sloveno. Due cronometro vinte su due, che portano il bottino a 9 successi stagionali (superato Alaphilippe) e 31 totali, di cui 10 nelle prove contro il tempo. Che Roglic fosse il più forte e il più in forma era arcinoto. Ciò che ha impressionato è stata la sua autorità e come ha schiacciato agguerriti avversari come Yates e Lopez . Con Dumoulin a casa, il discorso sembra restringersi a una lotta a due. Vincenzo Nibali viaggia alla grande, si è difeso in modo principesco e rimane il rivale più credibile col suo minuto e 44 secondi di ritardo. Ci sono tante montagne all'orizzonte e lo Squalo ha dalla sua l'esperienza e la capacità di ribaltare giri che sembrano già scritti. Più che gli uccellacci del malaugurio che sperano in un crollo di Roglic nella terz

Pesaro provincia del Giro

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Città della bicicletta e della musica. Terra di piloti e motori. Sono questi i cartelli che oggi potete vedere quando arrivate a Pesaro . La città della bicipolitana e di Rossini , di Valentino Rossi (di Tavullia, detta fino a qualche decennio fa la Tomba di Pesaro) e di Tonino Benelli , il cigno delle moto. Pesaro accarezza il mare e sfiora le colline. Mischia salita e pianura con quella sua bellezza unica. Incastonata fra il San Bartolo e l'Ardizio . Un appendice della Romagna, ma primo baluardo delle Marche, seppure molto distante dal dna tipicamente marchigiano. Pesaro è un'entità a sè e forse una sciarpa degli ultras della Vis di qualche anno fa spiega bene il clima che si respira da queste parti. "Pesaro regione" c'era scritto. Come a dire...nè Romagna nè Marche. Tipico orgoglio di una città che oggi vive la sua festa più grande nel Palio dei Bracieri tra fine luglio e inizio agosto, con tutti i quartieri (contrade) che sfilano e si sfidano nel fossato di

Giro 102: L'Italia s'è desta

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La vittoria ci mancava dalla 17esima tappa dell'anno scorso. Elia Viviani a Iseo. La resurrezione italiana non poteva che verificarsi a San Giovanni Rotondo, terra benedetta da Padre Pio, che forse ha capito il nostro momento di difficoltà. Fausto Masnada si prende la tappa, Valerio Conti la maglia rosa e Giovanni Carboni la maglia bianca (oltre al secondo posto in classifica generale). La frazione più a sud di questa edizione, partita da Cassino (altra località preziosa per la fede con l'abbazia di San Benedetto), ci riporta dunque alla ribalta. Un romano in rosa, anche se Conti ha origini umbre, non si vedeva dai tempi di Guido Monti, mentre non ha freni l'ascesa dell'Anguilla di Brembilla . Fausto Masnada si sapeva che stesse bene dopo le due splendide vittorie al Tour of the Alps (unico capace di spezzare il dominio Sky), ma al Giro le cose cambiano. Sempre. Per tutti. La squadra del principe Gianni Savio non vinceva sulle strade della corsa rosa dal 2012 a Mont

Pascal, il sorriso del Giro

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Come un bambino a Gardaland. Come un appassionato di calcio ad una finale di Champions League. Come un orsetto di fronte a cento barattoli di miele. E' il modus vivendi di Pascal Ackermann al Giro d'Italia. Poche storie, è lui il personaggio, ma con la P maiuscola, di questi primi giorni della corsa rosa. Fra pioggia, freddo, cadute e ritiri eccellenti, il campione tedesco è la nota che mette in sintonia tutti quanti. Il suo sorriso sta diventando contagioso, alla faccia di sorriso-Chaves. Pascal è diventato "the smile" (perchè Lacheln, che significa sorriso in tedesco, è un po' ostico). Lo vedi sorridente al mattino, in gara e anche alla fine della tappa. A prescindere che abbia vinto o abbia perso. Del resto è al suo primo grande giro in carriera. Ha 25 anni e ha tutto da scoprire nel fantastico mondo delle tre settimane. Si sta godendo ogni giornata con tutto lo stupore e il candore possibile. Qualcuno lo ha già battezzato come il nuovo-Sagan per la sua cap

Nessuno se la fa sotto

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Il Giro è cominciato col botto . I magnifici 5 (non più 7 e nemmeno 6 dopo il ritardo di 1'07 che ha preso nell'opening Landa) sono tutti lì e hanno tutti risposto presente. Roglic, Yates, Nibali, Lopez, Dumoulin, in rigoroso ordine di apparizione nella classifica della crono di San Luca. Insomma, nessuno se la fa sotto, anche se questa era la speranza del principe Simon. Roglic (voto 10) ha divorato l'asfalto da piazza Maggiore al Santuario, confermando la gamba esagerata già mostrata in più occasioni quest'anno. L'unico ad andare sotto i 13 minuti. Era il favorito, ma ha impressionato per come ha vinto e per come si sta già godendo la corsa. Yates (voto 8,5) ha fatto la scelta di partire terz'ultimo: forse avrebbe perso qualcosa meno dei 19 secondi finali, ma è bello tirato e in forma. Sa punzecchiare i rivali perchè conscio della sua condizione. I veri vincitori, se allarghiamo l'orizzonte alle tre settimane, sono però Nibali (voto 9+) e Lopez (voto 9

Da Bologna a Verona: Giro 102 ready...go!

Come diceva il mio maestro e mentore Sandro Piccinini a pochi istanti dal fischio d'inizio di una partita particolarmente importante... l'attesa è finita, si comincia .  Proprio così. Si parte. Tre settimane di spettacolo e di passione, di amore e di gente, di salite e colpi di scena, di campioni e sorprese. Il Giro d'Italia non tradisce mai e, come scrisse una delle penne più mirabili del nostro giornalismo Indro Montanelli (la cui memoria verrà omaggiata nella seconda tappa che arriva nella sua Fucecchio): "Il Giro ha uno strano potere: quello di trasformare in domenica ogni giorno della settimana ". Da nord a sud, dal Tirreno all'Adriatico, dalla pianura alla montagna, dove passa il Giro si respira aria di festa. Lo amiamo noi, ma lo amano anche i corridori. Simon Yates e Dumoulin sbavano per il nostro paese e per il percorso della corsa rosa, Froome l'anno scorso ne è rimasto impressionato alla sua prima partecipazione, Contador ha da noi una s

Randagi per un giorno

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106km e 2800m di dislivello. Questi i numeri finali di un giovedì qualunque passato a pedalare. Ma dei numeri, oggettivamente, chissenefrega. Riavvolgiamo il nastro. "Simo non ti preoccupare guardo io il giro da fare, tu passa solo a prendermi alle 7.45" così avevo detto al mio amico Simone (proprietario di un'eccellente enoteca in via Lomellina a Milano, Diapason, se vi interessa) ieri mattina. In realtà avevo deciso solo il punto di partenza: Gavi, una manciata di km da Serravalle Scrivia, città celebre per il suo outlet. Per il resto l'unica regola era...andiamo dove ci porta il cuore (e la strada). Previsioni: sole spaccato. Meteo a Gavi alle 8.50: nuvoloni neri, 10 gradi e qualche timida goccia di pioggia. No dai, non può essere. O sono svalvolati quelli che fanno le previsioni, o siamo davvero sfigati. Ci riscaldiamo facendo la salita, estremamente pedalabile, che porta al Passo della Bocchetta, quota 772m sul livello del mare. Una strada meravigliosa, fra un v

Il Profeta, il Gatto e il velocista tascabile...

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Non sappiamo bene quante volate ci saranno all'imminente Giro 102. Di sicuro sappiamo che fino alle Alpi gli sprinter avranno diverse occasioni per darsi battaglia. Chi fra questi, poi, arriverà a Verona è molto difficile saperlo o immaginarlo. Tutti, giustamente, aspettano il duello fra Viviani e Gaviria. Finora 4 vittorie per il profeta e 3 per il gatto. Nessuna di queste 7 particolarmente "rumorose", visto che entrambi puntavano alla Sanremo o ad altre semi-classiche come la Gand o la De Panne. Elia ha rifinito la condizione al Romandia (senza poter incidere), Fernando non corre dalla Roubaix (perlatro non terminata). Difficile sapere a che livello di condizione arrivino alla corsa rosa, dove non mancheranno i rivali. Il velocista tascabile Caleb Ewan ha ottenuto quest'anno 3 vittorie come Gaviria e lo stesso ha fatto il campione tedesco Pascal Ackermann, al suo debutto assoluto in un giro di tre settimane. Nel parterre dei velocisti ci sono anche Demare (a secco

Numeri, segnali e colline

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Sarà che lo sento nell'aria. Sarà che il mio pensiero è fisso lì. Anche oggi ho percepito vicinissimo il Giro d'Italia, distante appena 5 giorni. Avevo programmato un'uscita col mio fedele compagno di pedalate Max Muraro (per la serie quelli che fanno la bella vita il lunedì mentre gli altri lavorano...), che finalmente è riuscito a portarsi dietro uno dei boss del Monferrato, il grande Nico. Max si era scaricato un giro da fare, ma a un certo punto abbiamo seguito l'istinto. Il cuore. Addio mappa e via a perderci per le meravigliose stradine del Monferrato, battuto in lungo e in largo in una giornata da sogno, con colori intensi e scorci da conservare nel cuore più che da provare a immortalare con il telefono (tanto le foto non rendono mai abbastanza). Un caffè nel paese natale del generale e poi maresciallo d'Italia Pietro Badoglio, un passaggio immancabile dal santuario di Crea, la scoperta che a Camagna c'è uno dei murales più grandi d'Italia datato 192

Giro 102...i magnifici 7 (diventati 6)

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Ci siamo . Quasi. Sabato scatta da Bologna il Giro d'Italia numero 102 . La corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo. Del percorso ne parlerò strada facendo, ma la prima cosa da fare è concentrarsi sui grandi favoriti per il successo finale. Sembrava già la sceneggiatura di un film, coi magnifici 7 pronti a incendiare la corsa. Poi Bernal ha pensato bene (si scherza ovviamente) di spaccarsi la clavicola scivolando in allenamento ad Andorra in una rotonda, lasciandoci così orfani di un sicuro protagonista. Per le mani, dunque, abbiamo sei indiziati principali.  Tom Dumoulin : non ha corso molto fino ad ora (sesto al UAE Tour, quarto alla Tirreno, undicesimo alla Sanremo), ma viene da un 2018 in cui ha collezionato due secondi posti a Giro e Tour. Sa come si vince, sa reggere su tutti i terreni e i tanti km a crono, anche se duri, potrebbero favorirlo. Ha detto di essere ancora un paio di kg sopra il peso che vorrebbe, ma non teme nessuno. Tutti dovranno fare i